IL CONSIGLIO DI STATO HA DECISO: IL SAN RAFFAELE CHIUDE

Il San Raffaele di Velletri
SANITA' - Il Consiglio di Stato ha dato ragione alla Regione Lazio e il peggio per i lavoratori e i pazienti del San Raffaele è accaduto.


Ha respinto infatti il ricorso fatto dalla Tosinvest contro la revoca di autorizzazione all'esercizio di attività medica, richiesta dalla Regione Lazio, per conto della Asl Roma H che aveva denunciato, nel marzo scorso, presunte carenze strutturali. 

La Regione Lazio, per questo motivo, produsse un'ordinanza con la quale bloccò i ricoveri. La Tosinvest fece ricorso al Consiglio di Stato contro questa ordinanza. Il Consiglio di Stato accettò il ricorso e il permesso per i ricoveri venne prolungato fino al 15 settembre scorso. Nel frattempo ci sono stati vari incontri tra la Regione Lazio, la Asl Roma H e la Tosinvest, sfociati nel Decreto 62, con il quale si è deciso di azzerare i ricoveri presso la struttura del San Raffaele di Velletri e aprire quella di Montecompatri anche per assorbire i lavoratori di Velletri. Ma l'apertura della struttura di Montecompatri non è certa, visto che mancano ancora le autorizzazioni della Asl. Nel frattempo un ulteriore ricorso contro il divieto dei ricoveri era stato presentato, di nuovo, al Consiglio di Stato, confidando che potesse confermare l'autorizzazione ai ricoveri. Invece, la doccia gelata è arrivata sabato 17, nell'ordinanza si legge: Tenuto conto sia dei successivi sviluppi penali e contabili della vicenda, sia dell'accordo intervenuto tra Regione, Aziende sanitarie locali e San Raffaele Spa, non si ravvisano ragioni per la chiesta riforma dell'ordinanza appellata. 257 lavoratori del San Raffaele rischiano seriamente di finire in mezzo ad una strada, intanto i ricoveri andranno lentamente scemando fino all'azzeramento e un patrimonio cittadino come il San Raffaele, definizione data dagli operatori del nosocomio, rischia di sparire.